Bertone e l'Alfa Romeo: una storia infinita

Anni '60, industria fortemente locale, Italia maestra di stile e tecnologia.
Sono queste le premesse e i punti di forza che consentono alla carrozzeria Bertone (dopo Alemanno con Nissan) di espandere i propri orizzonti commerciali verso Est.
Ci ritroviamo così nell'Aprile del 1962, con Nuccio Bertone che sigla un contratto a lungo termine con la società giapponese Toyo Cork Kogyo Co. Ltd (denominazione giuridica della Mazda).
L'accordo prevede lo sviluppo stilistico di una Berlina, con relativa versione Estate (ossia la nostra Giardinetta), nonchè un coupè con lo stesso family feeling (RX7 87).




TWIN SPARK - prima parte



Twin Spark (in italiano "doppia scintilla") è la denominazione commerciale della tecnologia relativa al sistema di accensione a doppia candela sviluppato dall'Alfa Romeo intorno alla metà degli anni '80.
L'omissione dell'aggettivo "nuovo" non è dovuta ad una mia mancanza, ma al fatto che la sua prima applicazione risale al 1914 sull'AR Gran Prix e la seconda del 1968 su GTA 1300 Junior.


Spese folli per farvi dire "trentatre"

Le case automobilistiche sono ormai da ere geologiche le principali clienti del mondo dedicato alla pubblicità e al marketing, e i 266 miliardi spesi da Fiat Auto SpA nel 1991 ne sono una forte testimonianza.




Ma su quale "vetturetta" si è concentrato il maggior onere? Con ben 1.457.300 lire per esemplare venduto, si aggiudica il titolo di più sponsorizzata la "giovanissima" 33 (guarda caso!).

AR Giulia TI MI A00000

Secondo lo schema adottato dal nostro legislatore sin di primi anni del Novecento, le targhe italiane dovevano contenere l'indicazione della provincia di residenza del proprietario del veicolo  (sigla composta da 2 lettere dell'alfabeto) e una serie numerica assegnata progressivamente (da 1 a 6 cifre). 


Inizialmente la numerazione della targhe (per ogni singola provincia) andava da 0 a 999999, senza lettere né zeri davanti. 
Dunque erano previste anche targhe con meno di 5 cifre. Tuttavia a differenza di quest'ultime provincie (come Pordenone e Isernia) erano presenti circoscrizioni in cui la "motorizzazione" era stata oggetto di grande interesse.

Anche Giuseppe Busso vestiva Zagato

Gianni Chizzola, nel suo libro Autodelta, pone l'accento su un'esemplare di TZ assemblato (data non conosciuta) presso la DIPRE ESPE (il reparto sperimentale dell'Alfa Romeo al Portello) con numero di telaio AR105.11-750002.












Ciò che rende particolare questa Tubolare è che venne usata come muletto stradale da Giuseppe Busso in persona; la vettura (di color bianco) venne immatricolata per la prima volta nel '63 con targa MI817622 ed era riconoscibile per l'assenza delle prese d'aria sul cofano e per la presenza di alette aerodinamiche dietro le ruote posteriori.